Le forie e i test per valutarle.

Cos’ è una foria

Una foria è una deviazione oculare latente che viene compensata dalle riserve fusionali del sistema visivo. Gli occhi appaiono allineati e i movimenti oculari sono concordi, ma il sistema oculomotore sforza per mantenere questo allineamento.

Le forie si dividono in esoforie, exoforie, iperforie, ipoforie e cicloforie a seconda del tipo e della direzione della deviazione oculare. Abbiamo un’ esoforia quando la deviazione oculare va verso il naso e un’ exoforia quando la deviazione va verso la tempia.

L’ iperforia è una deviazione verticale verso l’ alto, l’ ipoforia verso il basso, mentre la cicloforia è una rotazione del bulbo oculare intorno al suo asse. Per classificare le tropie, cioè le deviazioni oculari manifeste, si usano gli stessi prefissi seguiti da “tropia”.

Le tropie sono chiamate anche strabismi. A differenza di una tropia, che notiamo subito perche è una deviazione oculare manifesta, non possiamo accorgerci subito della foria, ma dobbiamo scoprirla tramite alcuni test. I test si svolgono in visione bi-oculare, cioè in visione dissociata.

Entrambi gli occhi sono aperti, ma ognuno vede immagini e stimoli luminosi diversi. Per dissociare la visione si applicano dei filtri davanti agli occhi.

Test di Schober

Dopo aver applicato un filtro rosso davanti all’ occhio destro e uno verde davanti al sinistro, il soggetto deve guardare una mira formata da una croce rossa circondata da due cerchi verdi. Un occhio vede solo la croce, l’ altro vede solo i cerchi.

Scopriamo la presenza di una foria se la croce non viene vista al centro dei cerchi ma si sposta su di essi o esce dai cerchi. A seconda di dove e di quanto si sposta possiamo capire il tipo e il valore della foria. Usiamo dei prismi per riportare la croce al centro dei due cerchi.

Consideriamo il potere ottico del prisma che riporta la croce al centro per quantificare l’ entità della foria. Oltre che con i filtri rosso-verde, il test di Schober si esegue anche con i filtri polarizzati e anche in questo caso un occhio vede solo la croce e l’ altro solo i cerchi.

Test della croce

Il soggetto deve guardare una croce fatta da quattro linee attraverso dei filtri polarizzati. Un occhio vede solo le due linee orizzontali, mentre l’ altro solo le due verticali. Se le linee non formano una croce precisa ma si spostano significa che c’ è una foria.

La direzione e l’ entità dello spostamento ci fanno capire il tipo e il valore della foria. Anche in questo caso usiamo i prismi per formare una croce precisa e per stabilire l’ entità della foria.

Cover uncover test

Questo test consiste nel coprire un occhio al soggetto con un occlusore, va bene anche un righello con la paletta, e chiedergli di fissare una mira con l’ altro occhio. Quando scopriamo l’ occhio che era coperto, dobbiamo osservare un suo eventuale movimento per fissare la mira.

Il test si esegue su ogni occhio. Se non c’ è alcun movimento significa che non ci sono forie, quindi abbiamo la situazione di ortoforia. Se invece c’ è un movimento, siamo nella condizione di eteroforia, perciò dobbiamo osservare il tipo di movimento compiuto per capire il tipo di foria presente.

Quando si copre l’ occhio si vede la foria, quando si scopre vediamo il movimento di recupero che riallinea l’ occhio. Se l’ occhio era deviato verso la tempia e si muove verso il naso abbiamo una exoforia, se invece era deviato verso il naso e il movimento di recupero va verso la tempia abbiamo una esoforia.

Un movimento di ritorno verso il basso significa che l’ occhio era deviato verso l’ alto quindi era iperforico, viceversa il movimento verso l’ alto indica una deviazione verso il basso, perciò è un’ ipoforia. Il cover test si può eseguire sia per lontano con la mira a 5 o 6 metri, sia per vicino con la mira a 40 centimetri.

Cover test alternato

Con l’ occlusore si coprono e scoprono entrambi gli occhi alternativamente, passando da uno all’ altro, con una cadenza di circa due secondi. In questo modo non si lasciano mai scoperti entrambi gli occhi insieme, quindi si rompe il meccanismo di fusione.

Alterniamo la copertura e la scopertura degli occhi per alcune ripetizioni e valutiamo i movimenti oculari. Anche in questo caso, un eventuale disallineamento dell’ occhio e il successivo movimento di recupero ci indicano la presenza e il tipo della foria.

Test delle 4 luci di Worth

Questo test non indica la presenza di una foria, ma permette di capire se abbiamo una soppressione di uno dei due occhi o se abbiamo una diplopia, cioè uno sdoppiamento delle immagini. Il soggetto deve guardare 4 luci, che sono un rombo rosso, due croci verdi e un pallino bianco.

Per svolgere il test usiamo il filtro rosso per un occhio e il verde per l’ altro, in modo che un occhio veda solo il rombo e l’ altro veda solo la croce. Il pallino bianco viene visto da entrambi. Se il soggetto vede le quattro luci il test è superato nel senso che non ci sono problemi di soppressione o diplopia.

Se viene visto solo il rombo rosso, significa che l’ occhio con il filtro verde è soppresso, infatti non vede le croci. In questo caso il soggetto vede solo due luci, il rombo e il pallino bianco. Viceversa se vengono viste solo le due croci verdi significa che ad essere soppresso è l’ occhio con il filtro rosso, quindi il soggetto vede tre luci cioè le croci e il pallino.

Se invece il soggetto vede cinque luci, cioè vede il rombo le 2 croci e due pallini bianchi, allora significa che abbiamo una diplopia ovvero uno sdoppiamento. Il soggetto vede un pallino bianco in più come quinta luce.

Compensare una foria

Abbiamo parlato dei prismi, ma non sempre un prisma è la soluzione giusta per compensare una foria. Con una tropia, o strabismo, il prisma si usa perché la deviazione dell’ occhio è manifesta e permanente, ma se abbiamo una foria ci sono anche altre soluzioni.

Molto dipende dal fastidio soggettivo, alcuni non notano problemi o disturbi mentre altri lamentano un affaticamento visivo e il mal di testa per lo sforzo fusionale compiuto dal sistema visivo per risolvere la foria.

Ovviamente dipende anche tanto dall’ entità della foria. Una piccola si compensa e recupera meglio di una grande. Una soluzione valida sono gli esercizi ortottici, che sono prescritti dall’ ortottista. Questi esercizi servono per allenare i muscoli oculomotori nei movimenti di convergenza e divergenza degli occhi e in tutte le rotazioni del bulbo oculare.

Il trattamento ortottico aiuta molto nella compensazione della foria. In base alla situazione si possono usare gli esercizi ortottici insieme alle lenti prismatiche. La scelta della soluzione giusta dipende anche dall’ età del soggetto e si valuta caso per caso.

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About the Author: Ottica Bianchi Lucia

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