Meglio le lenti a contatto rigide o morbide? Leggete per scoprirlo!

Usare le lenti a contatto

L’ uso delle lenti a contatto fornisce alcuni vantaggi agli individui ametropi rispetto all’ occhiale, come un comfort maggiore, soprattutto nelle attività dinamiche, un campo di visione più ampio, un’ acuita visiva migliore e un look diverso.

Le lenti a contatto sono strumenti sicuri e affidabili per correggere e risolvere i difetti visivi comuni, come la miopia, l’ ipermetropia e l’ astigmatismo. Con quelle multifocali possiamo compensare anche la presbiopia.

Funzionano come le lenti oftalmiche, cioè deviano i raggi luminosi portandoli a fuoco sulla retina nel punto di convergenza, senza avere l’ ingombro della montatura.

Inoltre le lenti a contatto sono prive di aberrazioni ottiche e sempre centrate sell’ asse ottico dell’ occhio. La contattologia si divide in due grandi famiglie, quella delle lenti a contatto rigide e quella delle lenti a contatto morbide, ognuna con le proprie caratteristiche e qualità.

Lenti a contatto rigide

Le lenti a contatto rigide furono le prime ad essere lanciate sul mercato e il primo materiale utilizzato era il PMMA (polimetilmetacrilato). Il PMMA era un materiale impermeabile all’ ossigeno, che poteva causare ipossia corneale.

In seguito sono uscite le lenti a contatto RGP (rigide gas permeabili), ad esempio le lenti in CAB (acetato butirrato di cellulosa) che permettono il passaggio di ossigeno gassoso e riducono il rischio di ipossia.

Di solito queste sono lenti corneali, cioè appoggiano sulla cornea. Sono lenti a contatto a ricambio annuale, usate per correggere casi particolari come astigmatismi elevati o cheratoconi.

Per applicare correttamente le lenti a contatto rigide è necessario essere molto precisi nella scelta dei parametri della lente, perché essa, essendo rigida, non può adattarsi alla forma e alla dimensione delle strutture oculari.

I parametri sono il diametro, il raggio di curvatura, l’ asfericità, l’ eccentricità, il fattore di forma, la freccia e la sagitta (profondità). Le lenti a contatto rigide sono fatte da una zona ottica centrale e una o più zone periferiche, chiamate flange.

La zona ottica è deputata alla visione e qui si trova il potere diottrico che compensa una miopia o un’ ipermetropia oppure un astigmatismo, mentre le flange servono a stabilizzare la lente.

Le flange hanno un sollevamento al bordo per permettere il ricambio lacrimale sotto la lente. Il ricambio lacrimale è importante per eliminare i detriti e i residui che si formano sotto la lente.

Lo spessore lacrimale che si forma tra la lente a contatto rigida e la cornea si definisce menisco lacrimale o TLT e funziona come una lente vera e propria, contribuendo al potere diottrico finale.

Una lenta a contatto rigida troppo stretta impedisce il ricambio lacrimale e causa ristagno della lacrima, edema e un’ impronta sulla cornea. Una lente a contatto rigida troppo larga provoca instabilità, movimento eccessivo e possibili abrasioni sulla cornea per sfregamento.

Questo si valuta con un controllo con la lampada a fessura dopo aver applicato la lente. Per questo è importante prendere i parametri corneali corretti con il topografo, l’ oftalmometro e altri strumenti per poi ordinare la lente di prova delle dimensioni giuste.

Le lenti a contatto morbide

Le lenti a contatto morbide hanno semplificato molto la contattologia e l’ applicazione, perché essendo flessibili si adattano alle dimensioni della cornea. Appoggiano sia sulla sclera che sulla cornea e perciò si definiscono lenti sclerocorneali.

Queste lenti contengono sempre una percentuale di acqua. Non sono divise in zona ottica e flange ma hanno ed hanno diametri e raggi di curvatura standard, quindi non è indispensabile rilevare le misure corneali soggettive.

Possono esserci piccole differenze tra i vari tipi di lenti ma in ogni caso l’ ottico contattologo non può decidere il diametro, il raggio di curvatura o la sagitta al momento dell’ ordine.

È comunque importante eseguire controlli in lampada a fessura prima e dopo l’ applicazione, per valutare il movimento della lente, la sua interazione con il film lacrimale, i depositi formati e, nel caso di una lente a contatto torica, l’ orientamento dell’ asse astigmatico.

Ci sono due tipi di materiali per realizzare lenti a contatto morbide, l’ hydrogel e il silicone-hydrogel. Il primo è permeabile all’ ossigeno liquido lacrimale, il secondo è permeabile anche a quello gassoso dell’ aria.

Una lente morbida può essere giornaliera, quindicinale, mensile e annuale in base alla sua durata.

Le lenti a contatto morbide sono le più diffuse in commercio perché sono facili da applicare e da maneggiare, quindi consentono di correggere velocemente i difetti visivi come la miopia, l’ ipermetropia e l’ astigmatismo.

Gli occhi miopi o ipermetropi si risolvono con lenti morbide sferiche, mentre quelli astigmatici con lenti a contatto morbide toriche.

Le lenti morbide multifocali compensano anche la presbiopia e questo è positivo per il soggetto presbite e ametrope, perché vede bene da lontano e da vicino.

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About the Author: Ottica Bianchi Lucia

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