L’ acuità visiva, vediamola insieme.

Cosa si intende per acuità visiva

L’ acuità visiva, o visus, è la capacità dell’ occhio di riconoscere e percepire i dettagli degli oggetti che ci circondano. Possiamo dire che è la capacità di vedere in modo nitido l’ ambiente intorno a noi.

L’ acuità visiva dipende dalla messa a fuoco delle immagini sulla retina, infatti un immagine retinica fuori fuoco peggiora il visus. Inoltre dipende anche dalla qualità dei mezzi ottici oculari come la cornea e il cristallino e dalla qualità dei fotorecettori retinici.

Da ciò si capisce come l’ acuità visiva sia legata alle ametropie come la miopia, l’ ipermetropia e l’ astigmatismo e, per quanto riguarda la visione da vicino, anche alla presbiopia, che non è una ametropia ma una condizione fisiologica dell’ occhio che si sviluppa intorno ai 42 anni per la perdita di accomodazione del cristallino.

Scendendo nei particolari,  l’ acuità visiva si può distinguere in diversi tipi, che ora vediamo. Il minimo visibile è il più piccolo stimolo visivo che l’ occhio può percepire. Il minimo separabile o potere risolutivo è la capacità di percepire due stimoli, di solito linee, come due oggetti separati.

L’ acuità di allineamento è la capacità di vedere lo spostamento minimo tra due linee, infine il minimo riconoscibile è la capacità di distinguere e riconoscere una forma, come una lettera, un numero o un simbolo. Nell’ esame visivo misuriamo il minimo riconoscibile.

Unità di misura dell’ acuità visiva

L’ acuità visiva si misura in decimi, da non confondere con le diottrie. Visto che spesso le persone equivocano le due cose, cerchiamo di fare chiarezza sulla differenza.

I decimi misurano l’ acuità visiva del soggetto, detta in modo semplice “quanto una persona riesce a vedere”. Durante la refrazione soggettiva facciamo leggere al soggetto delle lettere sempre più piccole e cambiando le lenti di prova cerchiamo di portarlo alla visione migliore possibile.

Ad ogni riga di lettere corrisponde un valore decimale, per esempio un individuo senza correzione ottica legge la riga dei 6/10, mentre con la correzione raggiunge o supera quella dei 10/10.

Senza dubbio le lettere della riga dei 10/10 sono più piccole di quelle della riga dei 6/10. Un occhio emmetrope sano, così come un occhio ametrope corretto che non presenta problemi particolari, supera i 10/10, arrivando anche a 12/10.

Le diottrie sono l’ unità di misura del potere ottico delle lenti, o per dirla in modo semplice della gradazione. La capacità di una lente di convergere o divergere i raggi luminosi dipende dalle diottrie, più le diottrie sono alte più la lente è potente. Ora sfatiamo subito due miti che spesso si sentono.

Primo, non esiste una corrispondenza lineare o proporzionale tra decimi e diottrie, per esempio chi ha bisogno di 2 diottrie correttive, positive o negative, non significa che senza occhiale legge 8/10 anzi che 10/10. Non dobbiamo fare ne addizioni ne sottrazioni.

Le due scale non sono collegate, inoltre ricordiamo che l’ acuità visiva totale dipende anche da altri fattori, come la trasparenza dei mezzi ottici principali dell’ occhio, la cornea e il cristallino, dal diametro della pupilla e dalla qualità dei fotorecettori sulla retina.

Secondo, non è vero che una lente più potente fa vedere meglio. Infatti, per vedere bene abbiamo bisogno della correzione giusta, non di quella “più forte”.

Spesso ci sentiamo chiedere se “possiamo aumentare un po’ la correzione”, ma questo provoca solo delle sovra correzioni e degli ingrandimenti (anche negativi) fastidiosi, mentre l’ acuità visiva peggiora.

Come ottenere una buona acuità visiva

Diciamo subito che per avere una buona acuità visiva l’ occhio deve essere sano.

Se c’ è un’ ambliopia, un cosiddetto occhio pigro, una cataratta o una patologia della cornea o retinica, tutte situazioni di competenza del medico oculista, l’ acuità visiva è piuttosto scarsa e comunque non raggiunge livelli buoni.

Partendo da un occhio sano il nostro compito è correggere il disturbo visivo presente, miopia, ipermetropia e astigmatismo, per dare al soggetto la miglior visione possibile, spesso superiore ai 10/10. Se va risolta anche una presbiopia, facciamo l’ esame visivo per vicino facendo leggere il soggetto.

Il controllo della vista deve partire con una buona anamnesi e proseguire con l’ esame oggettivo (schiascopio o auto refrattometro) e con quello soggettivo (occhiale e lenti di prova più i vari test visivi).

Acuità visiva con gli occhiali e con le lenti a contatto

Possiamo correggere le ametropie con 2 ausili ottici, gli occhiali e le lenti a contatto. L’ acuità visiva fornita dalle lenti a contatto è superiore a quella delle lenti oftalmiche per gli occhiali, perché le lenti a contatto, essendo “appiccicate” all’ occhio, non hanno aberrazioni ottiche ne ingrandimenti e sono sempre centrate sull’ asse visivo.

La lente a contatto fornisce la visione più simile a quella naturale. Detto ciò, gli occhiali restano la soluzione più diffusa per aumentare l’ acuità visiva e raggiungere il benessere visivo.

Fattori che influenzano l’ acuità visiva

L’ acuità visiva è influenzata da vari fattori, sia personali che ambientali. I fattori personali sono la sensibilità al contrasto, il diametro pupillare, la qualità e la trasparenza delle strutture oculari, lo stato dei fotorecettori, la presenza di patologie oculari e l’ assunzione di alcuni tipi di farmaci.

Il fattore ambientale è la luminosità, infatti di notte l’ acuità visiva è minore rispetto al giorno, così come in un ambiente poco illuminato la visione è peggiore rispetto ad un ambiente con una buona illuminazione.

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About the Author: Ottica Bianchi Lucia

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