Il test bicromatico nell’ esame visivo.

Cos’ è il test bicromatico

Il test bicromatico serve per rifinire il potere sferico (la sfera) della lente correttiva e si esegue dopo aver determinato i valori di sfera e cilindro del soggetto con la refrazione oggettiva e soggettiva.

È uno degli ultimi test che si eseguono nell’ esame visivo, poiché il suo compito è quello di verificare il risultato trovato ed eseguire variazioni minime di gradazione.

Infatti, se il potere della lente correttiva varia di una quantità maggiore di 0,50 diottrie, la refrazione va rivista dall’ inizio perché probabilmente la correzione trovata non è esatta.

Il test bicromatico si esegue sia da lontano, in visione monoculare cioè un occhio per volta, che per vicino, in visione binoculare cioè con entrambi gli occhi. Esiste anche una versione binoculare per lontano che vedremo in un altro articolo.

Test bicromatico per lontano

Il test bicromatico per lontano si esegue in visione monoculare, cioè un occhio per volta.

Determinata la refrazione monoculare, si invita il soggetto ametrope (miope, ipermetrope o astigmatico) a fissare una mira formata da due parti, una rossa e una verde.

In entrambe le parti ci sono dei caratteri, di solito numeri. Il soggetto deve dire quale delle due parti, tra la rossa e la verde, risalta di più e in quale parte vede più nitidi i caratteri.

Se il soggetto ametrope vede meglio i caratteri nella parte rossa si aumenta la correzione sferica negativa se è miope, o si riduce quella positiva se è ipermetrope.

Se invece il soggetto ametrope preferisce la parte verde si diminuisce la correzione sferica negativa in caso di miopia, o si aumenta quella positiva in caso di ipermetropia.

Il risultato finale del test deve essere l’ uguaglianza tra le due parti e i loro caratteri, perché in questa situazione il soggetto è emmetropizzato, cioè corretto in modo giusto.

Quando non si ottiene l’ uguaglianza, cioè se variando il potere della lente di 0,25 diottrie si inverte la preferenza, si lascia una preferenza per la parte rossa in caso di miopia e per quella verde in caso di ipermetropia.

Il test bicromatico è utile a scoprire e risolvere eventuali sovracorrezioni o sottocorrezioni sia nel soggetto miope che nell’ ipermetrope.

Test bicromatico per vicino

Il test bicromatico per vicino si esegue in visione binoculare, cioè con entrambi gli occhi aperti. Dopo aver trovato la correzione per vicino si invita il soggetto a guardare la mira rossa-verde e i suoi caratteri alla distanza di lettura.

Anche in questo caso va cercata l’ uguaglianza tra le due parti e i caratteri, ma se non si verifica si lascia la preferenza per la parte verde.

Su che principio si basa

Il test bicromatico sfrutta l’ aberrazione cromatica dell’ occhio, in base alla quale le radiazioni luminose con una lunghezza d’ onda minore vanno a fuoco prima di quelle con una lunghezza d’ onda maggiore.

Si esegue in condizione di luce bassa perché l’ aberrazione cromatica aumenta quando la pupilla si dilata.

Tuttavia alcuni sostengono che la variazione di luce che avviene tra la refrazione (di solito eseguita con la luce piena) e il test bicromatico, insieme alla dilatazione pupillare causata dalla luce bassa, invalida il test e quindi preferiscono eseguire il bicromatico con la luce piena.

Vantaggi e svantaggi

Il vantaggio del test bicromatico consiste nella sua velocità e semplicità di esecuzione, inoltre è facilmente comprensibile dal soggetto.

Lo svantaggio può esserci sulle persone anziane a causa del cristallino ingiallito che “falsa” i colori, inoltre variazioni di luminosità ambientale potrebbero influenzare il test.

Se ad esempio eseguiamo il controllo visivo in un ambiente illuminato e poi abbassiamo la luce per fare il test, le modifiche pupillari e del contrasto dell’ immagine creano delle condizioni diverse rispetto all’ esame appena svolto.

Se invece facciamo il test in un ambiente luminoso riduciamo l’ aberrazione cromatica su cui si basa il test. Nulla vieta di fare il bicromatico prima con la luce alta e poi abbassata e di confrontare i risultati.

In ogni caso la variazione della correzione ottica dopo questo test deve essere di 0,25 o massimo 0,50 diottrie.

Una variazione di potere maggiore significa che ci sono stati errori nella misurazione visiva precedente e che quindi è meglio rifare il controllo visivo.

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About the Author: Ottica Bianchi Lucia

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